UN ATTIMO DI PURA MAGIA
…
Ciò
che accadde dopo fu forse la cosa più magica che avesse mai visto.
Il cavallo rallentò e seguì il richiamo,
arrivando fino a pochi centimetri dalla ragazza.
Questa sorrideva, il suo sguardo era sereno e carico d’amore e
allo stesso tempo solenne.
Accarezzò
il candido mantello e aprì la mano destra, come se chiedesse al cavallo di
danzare con lei. E camminarono, l’uno affianco all’altra …
-Paradise
of Heart- pagina 18
Mentre
scrivevo queste parole avevo ben in mente una scena della mia vita che mi aveva
colpita particolarmente. Era da poco che
frequentavo il circolo ippico dove insegna Elisa e il suo metodo mi era nuovo,
il modo in cui approcciava con i cavalli mi lasciava quasi sempre senza parole,
come quel giorno.
Seduta a
terra nel grande campo in erba la osservavo mentre lavorava Saphira, una mezza
araba candida come la neve e inizialmente non riuscivo veramente a capire cosa
stesse facendo. Ipnotizzata continuai a guardare, non riuscivo a staccare gli
occhi di dosso da quella ragazza dai capelli rosso fiammante che sembrava
danzare con il suo cavallo.
Non
pensavo che si potesse lavorare, anzi, giocare, con un cavallo in quel modo.
Liberi. Felici.
Solo
cavallo e cavaliere conoscono quei passi armoniosi. Magia per chi sta a
guardare. Poesia pura.
Volevo
fare mia quella danza a tutti i costi, promettendo a me stessa che anch’io un
giorno sarei riuscita a danzare come Elisa e Saphira. Avrei lavorato sodo,
rubando con gli occhi ogni movimento, ascoltando con attenzione ogni
insegnamento e quando è arrivato il mio momento fu come se le note di quella
canzone fossero sempre state nella testa mia e di Nala. Durò qualche minuto.
L’avevo
appena liberata nel suo paddock e lei iniziò a seguirmi. Ad un mio cenno di
fermò, fece qualche passo indietro, mi bastò indicarle la direzione e lei la
seguì. Camminammo insieme, seguiva ogni mio passo, fermandosi, arretrando con
me, seguendo il mio richiamo quando correvo all’indietro chiedendole di
corrermi incontro. Carica d’emozione
alla fine mi ritrovai seduta a terra con il suo naso poggiato sulla mia fronte,
quasi mi chiedesse di giocare ancora con lei. Un attimo di pura e autentica
magia.




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