TEMPO DI PIOGGIA...TEMPO DI PAROLE
In questa giornata di pioggia che ho atteso tanto, voglio lasciarvi in compagnia di un frammento del nuovo libro. Con la storia di Sofia, non solo voglio parlarvi di cavalli e del mondo che li circonda. Voglio parlarvi di molte cose.
Lasciarvi, molte cose.
Quando
tutto il mondo sembra andarti contro, allora è il momento di fermarsi, sedersi
a terra e fare un bel respiro profondo.
Non
tutto il male viene per nuocere, certo, ci mette di fronte a dure prove, ci fa soffrire,
ci fa piangere, ci fa sentire impotenti difronte alle ingiustizie, titubare di
ogni decisione. Ci porta a pensare che in tutto il cammino fatto fin ora
abbiamo fatto solo pessime scelte.
Ma
non sempre toccare il fondo è la fine di ogni cosa.
Tocchi
il fondo e ti ritrovi un una grande buca, solo, perché tanto le persone hanno
le loro vite, i loro interessi e da dove sei non possono sentire le tue grida e
se le sentono, talvolta, le ignorano perché non è affar loro.
Sta
a noi fare un bel respiro, chiudere gli occhi e studiare un buon piano per
venirne fuori. Se nessuno ci tende la mano di cui abbiamo bisogno, non
scoraggiamoci e iniziamo a studiare le pareti della buca, accorgendoci un po’ alla
volta che vi è qualche ramo o roccia a cui aggrapparci, e se non c’è useremo le
unghie e i denti.
«Sono
sola. Non posso farcela» la più grande menzogna che possiamo dirci.
È
solo difficile. Molto difficile. Ma lasciarci perdere dallo sconforto e
piangerci addosso è troppo semplice.
«Non
posso farcela» eliminate questa frase dalla vostra testa.
Mi
ha tormentato per notti e giorni interi. Mi sentivo sola e arrabbiata con il
mondo, certa che con le mie sole forze non sarei mai andata lontano. E ogni
tanto quest’ombra si ripresenta nella mia testa, mettendo alla prova la mia
determinazione e facendomi credere che mi sto solo illudendo di una
sciocchezza.
«Dove
credi di andare, ragazzina?».
Possiamo
riporre la piena fiducia negli altri e attendere a lungo che sia un'altra persona
a darci la forza e che ci porti verso una strada più facile. Ma non deve essere
così.
Toccare
il fondo vuol dire guardarsi indietro un ultima volta e imparare dai propri
errori, smetterla di cercare una corda di salvataggio lanciata da non so chi e
iniziare a lottare.


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