Un pò di nostalgia
Oggi la mia mente vagava nei ricordi. Un video, postato un anno fa su Instagram in cui giocavo in libertà con la mia Nala, in compagnia di un pancione di sette mesi.
Un pò nostalgica e un pò volenterosa di buttar giù due righe, ho deciso di scrivere questo post...
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Quando ho scoperto di essere incinta, appena la mia mente è tornata in grado di ragionare e i miei due neuroni avevano fatto pace tra di loro, un grande pensiero aveva iniziato a tormentarmi: Nove mesi senza andare a cavallo.
Non me la sentivo di montare ma non volevo nemmeno passare il resto del tempo seduta su una sedia, così , grazie alla mia Istruttrice, abbiamo studiato un piano valutando cosa potessi o non potessi fare, che mi desse la possibilità di giocare con il mio cavallo.
Il risultato? Ottimo!
Ogni giorno entravo in campo e lavoravamo da terra, cercando di sbizzarrirci il più possibile:
circoli, transizioni, cambi di direzione, salti e barriere.
Tutto ciò che mi passava per la testa.
Potevo far salire il cavallo sulla pedana, testando quanto distante potevo stare, quanto ero effettiva nel mandare indietro il cavallo e , anche qui, giocare con la distanza. Ogni tanto, standomene anche seduta comodamente.
Nelle giornate in cui non me la sentivo, andavo ugualmente in campo e sedevo in compagnia, ascoltando e seguendo la lezione.
E perché no, giocavo molto in libertà in tondino.
Uno dei ricordi più belli è l'atteggiamento che i cavalli avevano nei miei confronti.
Tutti volevano mettere il naso nella mia pancia, come se volessero salutare la piccola creaturina al suo interno.
E Nala, che ogni tanto, quando si lavora alla corda, improvvisa un corso di sci nautico per cavalieri, non ha pensato nemmeno una volta di farmi quello scherzetto.
Non c'è stata nemmeno una volta che mi sia ritrovata con la corda testa, quasi capisse che non fosse il caso. ( Pensiero mio ovviamente).
E' stato bello poter continuare a passare le giornate nel mondo che tanto amo e aver avuto un supporto costante da parte della mia Istruttrice è stato fondamentale.
Riflessione personale a distanza di un anno e mezzo:
In sei anni di rapporto Istruttore-Allievo, ho avuto la fortuna di non sentirmi abbandonata o " messa da parte" nemmeno una volta.
E' sempre stato un percorso in crescere, in cui nessun ostacolo ha impedito la mia formazione: Una brutta caduta che mi ha tenuto giù da sella per un bel po'. La gravidanza. Il lavoro. Lo stress. Le giornate in cui mi sentivo un completo fallimento.
Ho aperto questo blog per svariate ragioni, e per mia sfortuna talvolta sono costretta a metterlo in pausa.
Ma c'è un messaggio che ho sempre voluto lasciare,in ogni mio post, e nel mio libro " Paradise of Heart".
"Fiducia, lealtà, unione".
Da soli, siamo solo persone. L'amore e l'amicizia, i sentimenti forti che ti fanno andare avanti ogni giorno, sono quelli a cui dobbiamo aggrapparci.
Durante la gravidanza, ho avuto paura, molta paura. Era un evento che non avevo programmato, arrivato all'improvviso che mi avrebbe stravolto la vita per sempre.
I miei sogni, le mie ambizioni. Avrei perso tutto?
Come diavolo si fa la madre? Il denaro? La mia vita?
Potrei star qui un giorno intero a parlarvi delle angosce che mi tormentavano, ma non è questo che voglio.
Ho iniziato il post spinta da un ricordo che oggi non voleva abbandonarmi: io, che giocavo in tondino con il mio cavallo in libertà e il mio pancione di sette mesi. Ed era bellissimo.
Il tutto, reso possibile dalla mia "Fiducia in carne ed ossa" Elisa Mocellini.
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